Smart mobility: perché l’automotive ha bisogno della blockchain

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Veicoli autonomi, nuovi modelli di smart mobility, sicurezza e nuovi servizi, sempre più personalizzati guidano la trasformazione digitale del mondo automobilistico che ha sempre più bisogno di sicurezza e di affidabilità. Ed è proprio su questi temi che nuove risposte possono arrivare proprio dalla blockchain e dai suoi ambiti applicativi. L’obiettivo è quello di contare su transazioni più sicure e tracciabili e di un migliore accesso e trasparenza delle informazioni, la blockchain ha il potenziale di rafforzare la fiducia e la collaborazione tra aziende, consumatori e persino, usando questa espressione, tra i veicoli. Sebbene l’uso della blockchain abbia appena fatto il suo ingresso nell’arena automobilistica, alcune aziende stanno facendo da pioniere. Altre aziende automobilistiche possono valutare rapidamente le proprie opportunità di fronte alla blockchain.

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Messico, boom di veicoli ibridi ed elettrici

La vendita di veicoli ibridi o elettrici registra un vero “boom” in Messico, a causa degli alti prezzi della benzina e delle crisi ambientali che si verificano frequentemente nella capitale. Le autorità di Città del Messico e di altre città sono state costrette ad adottare misure più rigorose per limitare il transito di auto tradizionali, che ha generato una forte domanda di auto ecologiche.Questa tendenza alla crescita esponenziale è stata inoltre accompagnata da una crescente offerta da parte dei produttori.

Questo tipo di veicoli era una rarità nel 2006 mentre attualmente sono 6.714, vale a dire l’1% del totale, segnando un incremento del  34% in più rispetto al 2018. Secondo l’Integrate Data Facts (IDF), questa cifra raddoppierà nei prossimi cinque anni, il che ha scatenato una forte concorrenza da parte delle grandi case automobilistiche per aggiudicarsi una parte di questo mercato. Il Messico è lontano dai livelli dei paesi ricchi e non è nemmeno possibile confrontarlo con il 4,5% delle auto ibride o elettriche che si trovano solo in California, negli Stati Uniti, ma l’espansione è davvero eccezionale.

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Secondo Bosch, la produzione di automobili calerà del 5% nel 2019

Robert Bosch ha rivisto le sue previsioni per la produzione automobilistica globale sabato, prevedendo un calo del 5% quest’anno, più grande di una stima precedente di un calo del 3%, ha detto a un giornale tedesco il direttore finanziario dell’azienda.
Di conseguenza, Bosch non sarà in grado di conseguire un utile prima del margine di interessi e tasse del 7%, come ha fatto l’anno scorso, ha dichiarato Stefan Asenkerschbaumer al Boersen – Zeitung. 

La società aveva previsto un aumento delle entrate e un margine EBIT dal 6% al 7% per quest’anno.
“Non saremo in grado di ripetere l’elevato margine rispetto allo scorso anno, dato lo sviluppo delle entrate”, ha affermato Asenkerschbaumer, aggiungendo che riteneva che la produzione automobilistica avrebbe ristagnato nei prossimi tre anni.

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Cina, il mercato dell’auto ha fuso. Ora i grandi colossi meditano la ritirata

Nel 2018 si è visto il primo calo da trent’anni (-4%) e l’anno nuovo sta andando ancora peggio. Gli stabilimenti partecipati dai big occidentali lavorano a una frazione del loro potenziale. Le nuove norme anti-emissioni pesano, così come le difficoltà della parte più povera della classe media

Pensare che fino a un anno fa la Cina era la Terra promessa dell’industria automobilistica. Il suo presente e il suo futuro, grazie a una classe media di 400 milioni di persone in continua espansione e ascesa, pronta a sancire il proprio status con una bella auto nuova. E invece, un po’ all’improvviso, i cinesi hanno smesso di comprarne. Lo scorso anno, per la prima volta negli ultimi 30, un mercato che sembrava poter solo crescere in doppia cifra ha fatto segnare un segno meno.

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Don’t expect your car’s safety tech to reduce insurance costs.

Insufficient data related to the various systems’ performance and availability is the cause

Philip Floyd, senior engineering technician for the Insurance Institute for Highway Safety (IIHS), demonstrates a pedestrian crash prevention test on a 2019 Subaru Forester at the IIHS-HLDI Vehicle Research Center in Ruckersville, Virginia, U.S., July 22, 2019. Picture taken July 22, 2019. REUTERS/Amanda Voisard.

RUCKERSVILLE, Va. (Reuters) – Automakers are accelerating the rollout of technology designed to avoid crashes, but insurance companies are waving a caution flag at consumers eyeing discounts for buying cars with suites of accident avoidance technologies. 

The global market for such systems is expected to reach more than $67 billion by 2025, growing more than 10% each year. A group of 20 carmakers has pledged to outfit almost every new vehicle with forward collision warning and city-speed automatic emergency braking by 2020.

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Per i millennial l’auto non è uno status symbol. E le società di noleggio a lungo termine fiutano l’affare

Trovare un lavoro, mettere da parte un bel gruzzolo e poi dritti al concessionario per comprare la nostra prima auto. Un percorso lineare e abbastanza diffuso per i giovani della generazione X, i nati tra il 1970 e il 1983. Molto meno per i millennial, gli under 35 di oggi, che se avessero la fortuna di possedere dei risparmi, probabilmente li manterrebbero sul conto, li userebbero per comprare casa o per una vacanza da sogno. Una differenza che in parte dipende da una diversa situazione finanziaria, visto che gli attuali trentenni trovano più difficilmente lavoro e hanno redditi più bassi rispetto ai loro genitori.

Tuttavia, la spiegazione è più ampia, perché riguarda anche mutati stili di vita, nuove abitudini, maggiore sensibilità sulle tematiche ambientali e forte propensione all’elettrico. Che li porta a considerare l’auto non più come uno status symbol, ma come un semplice mezzo per muoversi. Sostituibile in città dal trasporto pubblico locale, ma anche da nuove forme di mobilità, come il noleggio a lungo termine e carsharing, o dalle quelle più eco-friendly, come bici e monopattini.

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Auto Euro 6: A, B, C o D. Quali sono le differenze?

Le varianti di motorizzazione Euro 6 sono tante e per fare chiarezza su quando e come circolare con diesel, benzina o ibrido tra limitazioni e blocchi del traffico, a Milano come nel resto del Paese, ecco la nostra guida definitiva

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E’ in vigore ormai da alcuni anni, la normativa europea antinquinamento Euroa 6 per le emissioni delle auto. Tutte quelle endotermiche immatricolare oggi la rispettano ma, a differenza delle precedenti normative, ne sentiamo parlare costantemente e molto di più. Sia perché il tema ambientale è divenuto “caldo” specie per i diesel, sia perché le varianti di Euro6 si sono sommate rapidamente, partendo dalla Euro 6A e passando all’attuale Euro 6.2 Euro 6D-Temp che dir si voglia, fino alla prossima Euro 6.3 (Euro 6D “full”).

Sembra ovvio, ma non è sempre detto che un’evoluzione marginale, nella sigla e sul libretto, corrisponda a maggiore complessità dei sistemi abbattimento emissioni allo scarico e quindi costi da sopportare per l’automobilista. Tanto meno è però garantito che si abbiano vantaggi certi nella circolazione (limitata) nei consumi o nelle imposte sull’auto (ecotassa).

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