Confusione elettrica

di Vittorio Pentimalli

I dati di mercato vedono un calo significativo delle vendite di auto sul mercato italiano.

Certamente si tratta di una situazione con diverse cause. La stagnazione economica, che tanto assomiglia alla parola crisi, l’incertezza delle prospettive, la rissa semipermanente della politica.

Ma a pesare sulle vendite c’è senza dubbio anche un altro elemento, la confusione dei cittadini – e delle aziende – sul tipo di motorizzazione con cui viaggiare nei prossimi anni.

Il diesel è stato spinto dalle amministrazioni pubbliche di tutta Europa per anni, quando in realtà inquinava moltissimo. Oggi che il progresso tecnologico ha fatto passi da gigante e le normative internazionali sono diventate assai più stringenti, il diesel si può dire che sia una motorizzazione “pulita”, e soprattutto ancora con ampi margini di ulteriore miglioramento.

Ma nel frattempo, complice lo scandalo dei dati truccati (beccata Volkswagen, ma il sospetto fondato è che lo facessero tutti i costruttori) l’atmosfera attorno al diesel è cambiata completamente.

Improvvisamente è diventato il nemico pubblico numero uno e tutte le grandi città d’Europa fanno a gara, una stupida gara, a chi mette le restrizioni più stringenti per il prossimo futuro alla circolazione con auto diesel.

Adesso il credo è la mobilità elettrica. Per carità, va benissimo, ma non raccontiamoci la storiella che sia la soluzione di tutti i problemi di inquinamento e del riscaldamento globale.

Innanzitutto, quando dovessero circolare milioni di auto elettriche, aumenterebbe di conseguenza la richiesta di elettricità, e non è detto che ciò sarebbe possibile utilizzando solo le fonti rinnovabili e non, banalmente, il petrolio e suoi derivati. Il che significherebbe essere di nuovo al punto di partenza.

E poi c’è un grandissimo tema ancora lungi dall’essere risolto, quanto sono veramente utilizzabili le auto elettriche per un uso lavorativo intenso?

La risposta è chiara, poco. Chi deve fare tanti chilometri per lavoro non può essere soddisfatto dell’autonomia offerta dai prodotti oggi in vendita, nessuno escluso. Per altro più costosi delle auto con motore endotermico.

In questo stato di confusione il consumatore rimanda l’acquisto, le aziende perdono fatturato e solo i gruppi più forti sono in grado di sviluppare in parallelo le tecnologie tradizionali e l’elettrico o l’ibrido.

Le aziende tedesche, leader nella tecnologia diesel, non hanno nessuna intenzione di lasciar morire questa motorizzazione e nel contempo investono sull’elettrico. Un grande sforzo ma la prospettiva è quella di esserci per tutti i consumatori nel mondo.

Ad ogni esigenza la sua risposta.

Non così può fare FCA che non ha le risorse (e forse la volontà) per portare avanti lo sviluppo delle tecnologie tradizionali e dell’elettrico e sembra aver virato con decisione su quest’ultimo abbandonando “la barca” del diesel.

In ballo c’è il futuro dell’Azienda, migliaia di posti di lavoro, un patrimonio di know how importantissimo.

Solo il futuro ci potrà dire se la decisione di Manley e dei suoi uomini sarà stata saggia.

Vittorio Pentimalli è un ricercatore qualitativo e quantitativo.

È stato proprietario e amministratore delegato di MdS Consulting Srl, Istituto di ricerca iscritto all’Esomar che ha operato per 20 anni con clienti come Volkswagen, Toyota, Hewlett Packard, Fineco Bank, Sole 24 Ore e altri, principalmente per indagini di customer satisfaction, customer experience, brand equity. Ha sviluppato modelli di rilevazione dell’analisi di clima in collaborazione con psicologi del lavoro.

Ha collaborato da consulente esterno per istituti di ricerca come GPF e Associati, Episteme, Aimpoint Research e altri.

Attualmente svolge la sua attività come libero professionista. Da qualche anno si è accostato anche ai temi dello sviluppo sostenibile.

Aftermarket: in calo nel primo semestre

Credits: gentemotori

Nel primo semestre 2019 il fatturato aftermarket riporta un lieve ribasso dello 0,6 per cento rispetto a gennaio-giugno 2018, che era in rialzo del più 2,3 per cento in confronto all’analogo periodo del 2017. A indicarlo Componenti ANFIA, nella rilevazione “Barometro Aftermarket”, indicante una tendenza del mercato automotive su base mensile.

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Litio in calo, l’auto elettrica non decolla ancora

Morgan Stanley, -30% valore componente per le batterie in 1 anno

L’auto elettrica non decolla e il prezzo del litio, componente essenziale per le batterie di nuova generazione, crolla del 30% in un anno, portandosi a 9.587 dollari (8.600 euro) a tonnellata. E’ quanto sostengono gli analisti di Morgan Stanley, che prevedono un prezzo ben al di sotto della soglia dei 10mila dollari (8.930 euro) per tonnellata per le forniture provenienti dal Sud America, con una media compresa tra i 7 mila (6.250 euro) e gli 8.100 dollari (7.230 euro) nel 2025.

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Parigi, scatta la guerra ai monopattini

Associazione ‘contro l’anarchia’ ricevuta al Ministero Interni

(ANSA) – PARIGI, 06 AGO – Sono i paladini della lotta contro i monopattini elettrici che impazzano per le strade di Parigi e di altre grandi metropoli mondiali. “Un mezzo pericoloso”, avvertono Jean-René Albertin e Arnaud Kiebalza, fondatori di ‘Apacauvi’, ovvero ‘Associazione filantropica contro l’anarchia urbana vettore di inciviltà’.

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Pneus. Un mercato in crisi. La colpa è di tutti noi che non abbiamo saputo valorizzare il nostro ruolo

E-commerce e acquisizioni sono i due mega-trend che stanno trasformando il mercato e che impongono a tutti delle riflessioni, per assumere una posizione o quanto meno per farsi trovare preparati con un piano B. Abbiamo chiesto a Sergio Maggioni, direttore vendite di Pneus In e anima del consorzio Gruppo Sirio, un’analisi schietta sul mercato dei pneumatici.

Quali sono i trend da tenere d’occhio?

Per cominciare io non credo che i droni rivoluzioneranno la logistica, né che le vetture viaggeranno da sole in tempi brevi. Come non credo che le gomme senza aria possano diventare, nell’imminente, un’alternativa.

Credo invece che l’all seson supererà la quota di mercato del 22% nei prossimi due anni e, se dovesse succedere, potrebbero esserci guai nelle vendite dei prossimi mesi.

Credo nella crescita dell’alta gamma.

Credo che i punti di vendita (o di montaggio) non diminuiranno.

Credo nella crescita delle vendite via web direttamente a mia zia, ma anche da parte dei distributori ai retailer.

Per quanto riguarda l’e-commerce, è bene non essere ipocriti: tutti a denigrare e screditare gli acquisti via web dei pneumatici, ma poi tutti impegnati su Amazon o portali simili, per acquistare persino le medicine.

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