Quanto sono sicure le auto che si guidano da sole

In molte circostanze sono più reattive e precise di noi, ma è ancora presto per dire che ci abbiano superato

In una notte di metà marzo dello scorso anno, una donna di nome Elaine Herzberg stava attraversando a piedi una strada in una zona scarsamente illuminata di Tempe, una città dell’Arizona. Fu investita da un SUV di Uber con un sistema di guida autonoma (ovvero con una persona all’interno a supervisionare le scelte autonome dell’auto): l’automobile la travolse, insieme alla bicicletta che stava portando a mano, uccidendola. La notizia finì sui giornali di mezzo mondo ed Herzberg divenne la prima persona a essere stata investita e uccisa da un’auto che si guida da sola, portando a numerosi dubbi sul futuro prospettato dalle aziende della Silicon Valley in cui i veicoli si guideranno da soli e non dovremo nemmeno curarci di loro.

L’incidente di Uber
All’epoca la polizia aveva spiegato che difficilmente si sarebbe potuto evitare l’incidente anche nel caso di un essere umano alla guida: Herzberg avrebbe iniziato ad attraversare all’improvviso, comparendo di colpo in mezzo alla strada buia, in un punto senza strisce pedonali. A distanza di oltre un anno, però, le indagini sull’incidente di Tempe sono arrivate a una prima serie di conclusionipoco incoraggianti per Uber e le altre aziende del settore: Herzberg fu investita a causa di problemi al software della Volvo XC90 equipaggiata con sistemi per la guida sviluppati da Uber. Secondo lo US National Transportation Safety Board (NTSB), l’agenzia investigativa del governo degli Stati Uniti che si occupa di incidenti legati ai mezzi di trasporto, il sistema non fu in grado di identificare Herzberg come un pedone. Per ora l’NTSB non ha comunque indicato una causa certa per l’incidente, ma fornirà ulteriori dettagli entro la fine di novembre.

Gli esperti che hanno condotto l’indagine ritengono comunque che il software di Uber non avesse identificato la bicicletta come ad alto rischio di collisione, fino a pochi istanti prima di entrare in contatto con Herzberg, che la stava portando a mano. A quel punto lo spazio di frenata non era sufficiente e di conseguenza si verificò l’incidente. Il sistema non era apparentemente in grado di rilevare con precisione un attraversamento inatteso della strada, in una zona priva di strisce pedonali e dove non era consentito passare ai pedoni.

CONTINUA A LEGGERE: http://flip.it/DBsSaH

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...