Il 5G al volante: ecco come renderà l’auto più sicura

Assistenti alla guida, segnalazione di incidenti o pedoni, allerte per frenare: spinta sugli investimenti in sicurezza per lanciare i veicoli connessi. E il 5G come standard europeo

Classica situazione da crepacuore per chi è al volante: macchine parcheggiate a bordo strada, buio, all’improvviso un pedone taglia la strada all’auto. Impossibile vederlo prima di ritrovarselo davanti. Il piede sul freno è questione di pochi secondi. Ma se il veicolo è in grado di captare i dispositivi che ha intorno, tracciarne la posizione e avvertire in tempo reale chi è al volante, il rischio si riduce notevolmente. Perché l’automobile connessa, dopo aver riconosciuto lo smartphone del pedone, avvisa il conducente: frena.

Le tecnologie per la sicurezza stradale sono una delle applicazioni più sviluppate del 5G ai trasporti. E uno degli strumenti con cui industria dell’auto, compagnie telefoniche e aziende di telecomunicazioni spingono perché le reti mobili di quinta generazione diventino, di fatto, lo standard per veicoli connessi o a guida autonoma in Europa, visto che la Commissione, appellandosi alla neutralità tecnologica, di fatto ha deciso di non legarsi a una delle due tecnologie sul piatto: il 5G da un lato e il wifi dall’altro.

Al momento, la palla passa al mercato. E quest’ultimo tifa 5G, complice il lancio commerciale nelle prime città coperte dal segnale. A Torino la 5GAa, un’associazione internazionale che riunisce produttori di auto, operatori telefonici e imprese dell’information technology, ha messo in strada una flotta di auto connesse dotate di avanzati sistemi di sicurezza, per dimostrare come le reti di quinta generazione possano far dialogare tra loro veicoli, segnaletica, infrastrutture stradali, sensori e altri dispositivi utili per monitorare il traffico, come gli smartphone dei pedoni. Una foresta di produttori di dati che, raccolti e ridistribuiti, riducono i rischi su strada. Alla base c’è la tecnologia C-v2x, cellular vehicle to everything, che consente a una quattro ruote di scambiare informazioni con un altro veicoli (V2v), con un’infrastruttura (V2i) e viceversa.

CONTINUA A LEGGERE: https://www.wired.it/internet/tlc/2019/11/16/5g-auto-sicurezza/

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