IL LAVAGGIO DELLE STRADE RIDUCE IL PM10 FINO AL 60%

Un recente studio rileva che il lavaggio del mando stradale ridurrebbe il PM10 con benefici superiori al blocco della circolazione delle auto a motorizzazione diesel. I dati parlano di una riduzione di PM10 fino al 60%.

(di A.Ferrari)

E’ diventata ormai una consuetudine che quando la qualità dell’aria delle nostre città, monitorata attraverso le numerose centraline sparse sul territorio, diventa irrespirabile con valori oltre la soglia di attenzione, le istituzioni intervengono disponendo i blocchi del traffico e della circolazione delle auto ritenute più inquinanti, partendo da quelle con motorizzazione diesel. Già in un precedente articolo abbiamo spiegato, attraverso dei dati estrapolati da studi scientifici, come le motorizzazioni diesel di ultima generazione, che per comodità chiameremo Diesel Euro 6, producano emissioni ridotte, spesso in modo sensibile rispetto ai veicoli a benzina superiori ai 10 anni.

Ricordiamo inoltre che è errato incolpare esclusivamente la categoria dei trasporti, come riteniamo assolutamente sbagliato pensare di attivare sporadici blocchi del traffico, circoscritti e discontinui che non risolvono la problematica dell’inquinamento nel breve – lungo periodo.

Ripropongo un recente esempio relativo agli inutili provvedimenti presi dalle amministrazioni di città come Torino e Roma, i cui divieti di circolazione per i diesel euro 5 e euro 6 non hanno portato, come abbiamo potuto constatare, ad alcuna evidenza tangibile in termini di riduzione dell’inquinamento col risultato che il valore registrato nei giorni di blocco da alcune delle colonnine di rilevazione è risultato più elevato che nei giorni senza il divieto.

Recenti studi dimostrerebbero invece che in periodi con scarse/assenza di precipitazioni e concentrazioni elevate di PM10, il lavaggio delle strade potrebbe rappresentare una soluzione alquanto utile, anche se non definitiva, comunque migliore rispetto a quelle finora adottare della nostra amministrazioni comunali.

FCA 201

Il gruppo Fca ha venduto nel 2019 946.571 auto nell’area Ue piu’ Efta, il 7,3% in meno del 2018. La quota e’ pari al 6% a fronte del 6,5% dell’anno precedente. Nel mese di dicembre le immatricolazioni del gruppo sono state 69.431, in crescita del 13,8%, con la quota che scende dal 5,9 al 5,5%.

World Cars Brand Ranking

WorWorld Cars Brand Ranking in 2019 with Toyota and Volkswagen on top of the list and Ford, still in the podium despite at the lowest market share in the last 30 years. Behind, Honda has grown fast, hitting a new record sales with share at 5.5%, just 0.1 points far from Ford. Mercedes & BMW among the few brands in positive track.

Germany
German cars market has further improved in 2019, for the first time over the milestone of 3.5 million cars sold in a single year. Indeed, Total sales have been 3.596.973, up 5.1%. While Volkswagen has reported the lowest market share in 50 years, Skoda & Seat are hit their all-time record.

La mobilità del futuro è servita

Ricerca  AutoScout24 “Italia mobility 2030 – I nuovi orizzonti della mobilità. Elettrico, car sharing, guida autonoma: tante strade, un unico futuro”

La trasformazione dello scenario automotive nei prossimi anni è stata al centro di un nuova indagine di AutoScout24, realizzata dalla Nielsen. Il portale di annunci auto e moto leader in Europa ha presentato i risultati dello studio denominato “Italia mobility 2030 – I nuovi orizzonti della mobilità. Elettrico, car sharing, guida autonoma: tante strade, un unico futuro”.
 
La ricerca ha passato al setaccio temi di grande attualità come la guida elettrica, condivisa, sostenibile e autonoma, i trend che influenzeranno le scelte dei consumatori, l’attenzione per l’ambiente, l’evoluzione delle motorizzazioni, il possesso dell’auto e i servizi di micro-mobilità in sharing.
 
Insomma, un viaggio sul futuro della mobilità, e sui trend sociali, economici e tecnologici che nei prossimi anni sono destinati a trasformare le nostre città, svolto attraverso l’opinione di consumatori ed esperti del settore.
 
“Coscienza green e lotta alle emissioni, trend di mobilità sostenibili e alimentazioni alternative, riqualificazione urbana, tecnologia e connettività. Ci troviamo in una fase di grandi trasformazioni che impatteranno sul nostro modo di pensare e di comportarci – spiega Gioia Manetti, vice president international di AutoScout24 – Un cambiamento culturale più che un semplice cambiamento di abitudini, che abbiamo voluto raccontare nel nostro viaggio verso il 2030, guidato dagli attori chiave del settore automotive (esperti, rivenditori e consumatori).
Nei consumatori stanno crescendo attenzione e sensibilità per nuove forme di mobilità, c’è voglia di cambiamento, ma anche scetticismo che si scontra con limiti e barriere di un sistema non ancora pronto.
Le nostre città si stanno evolvendo e trasformando, e ci sono grandi investimenti in corso in infrastrutture e tecnologia. La strada è ancora lunga, ma analizzarla fin da adesso ci aiuta ad accorciare le distanze e a capire cosa ci aspetta e come intervenire”.
 
La rivoluzione delle città del futuro arriverà nel 2030 e secondo gli esperti, le metropoli rappresentano il luogo ideale per la diffusione dello sharing, dei veicoli elettrici e della guida autonoma, con quest’ultima però vista come il traguardo più lontano.
In città poi l’auto vedrà un utilizzo diviso tra due fazioni, ovvero quelli che la concepiranno come “toy” e coloro che la utilizzeranno sempre più come “tool”, mentre il fattore emozionale, rappresenterà la scelta negli altri ambienti cittadini ed extra urbani.
 
Infine, sempre secondo gli esperti, le alimentazioni a benzina e diesel non moriranno ma si evolveranno, mentre l’elettrificazione e la guida autonoma resteranno ancora a limitati e con dei forti vincoli, a partire dai costi elevati.
Secondo i consumatori, nei prossimi 10-15 anni si farà più attenzione al risparmio e all’ambiente, con l’orientamento verso le vetture ibride, con l’auto che sarà sempre di proprietà, soprattutto tra i più giovani.
 
Entrando nel dettaglio, il 71% dei consumer tra 10-15 anni sceglierà un’auto ibrida (75%a Milano, e 65% a Roma), il 58% l’elettrica, il 41% il Gpl, il 37% il metano e il 32% sui veicoli a benzina.
Soltanto il 27%, sceglierà invece un motore diesel (solo l’11% a Milano), e chi opta per questa alimentazione la motiva con il risparmio (44%).

Continua a leggere: https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2019/05/13/news/la_mobilita_del_futuro_secondo_autoscout24-226152750/
 

Blocco del traffico a Roma: fermi anche i diesel Euro 6

Il comune di Roma ha deciso il blocco della circolazione alle auto più inquinanti nella giornata di martedì 14 gennaio. A sorpresa stop a tutte le auto diesel, incluse le più recenti Euro 6

Blocco del traffico a Roma nella giornata di martedì 14 gennaio, come risposta all’elevata concentrazione di sostanze inquinanti che – complice anche il periodo di alta pressione e assenza di piogge – si registra già da diversi giorni. Rispetto alle precedenti edizioni, stavolta stop a tutte le auto diesel include le più recenti (e meno inquinanti) Euro 6.

Il blocco del traffico nella giornata del 14 gennaio prescrive il divieto di circolazione a tutte le auto diesel – indipendentemente dalla categoria di omologazione antinquinamento – nelle fasce orarie comprese tra le 7.30 e le 10.30 e dalle 16.30 alle 20.30. Stop anche alle auto a benzina fino a Euro 2 e a ciclomotori e motoveicoli Euro 0 e Euro 1. L’area interessate al blocco è la codetta “Fascia Verde” Ztl.

Sul diesel…

Secondo uno studio realizzato da ricercatori dell’Università di Montreal (Canada) con la collaborazione di altri istituti internazionali (qui la versione integrale in inglese http://go.nature.com/2ESGzlN ), nel rapporto Patrick Hayes, responsabile della ricerca: “Oggi il diesel è molto più pulito di prima, e dunque coloro che sono addetti alle regole ambientali dovrebbero spostare la loro attenzione sulle auto a benzina e ad altre fonti di inquinamento dell’aria che sono molto più pericolose rispetto ai motori diesel”.
E ancora, faccio notare che i risultati hanno messo in evidenza come, tra le due opzioni, non ci sia paragone: “Le auto a benzina hanno emesso mediamente 10 volte più polveri sottili a 22 gradi di temperatura, mentre a 7 gradi la differenza è risultata addirittura di 62 volte“. Un aumento dovuto, secondo i tecnici, alla partenza a freddo: non essendo ancora in funzione la marmitta catalitica, il motore a benzina è meno efficiente. Naturalmente il rapporto non si limita alle polveri sottili, ma analizza tutti i fattori d’inquinamento diligentemente evidenziati dalla Commissione Europea, alla quale fate riferimento. Commissione, peraltro, che per stessa ammissione dei redattori della risposta ha “rilevato che tra le misure che contribuirebbero in maniera sostanziale alla riduzione sostanziale delle emissioni inquinanti, con particolare riferimento agli ossidi d’azoto, vi è anche il divieto di circolazione di automobili diesel”. Esatto, il condizionale è d’obbligo.

Gli Euro 6. Infatti, è corretto, leggendo quanto da loro esposto e quanto risulta anche dalla citata ricerca, che il diesel sia fortemente inquinante, ma non i veicoli nuovi di fabbrica, i c.d. Euro 6 che, addirittura lo sono meno di altre motorizzazioni. L’ordinanza contestata, pertanto, oltre a essere, come già esposto, discriminatoria, consente la circolazione di veicoli con caratteristiche tecniche tali, ripeto ampiamente documentate, da rilasciare elementi ben più nocivi nell’aria.

E’ STAGNANTE LA DOMANDA DI AUTOVETTURE NEL 2019 (+0,3% SUL 2018)

http://mobile.unrae.it/notizia_mobile/4838

Nonostante la robusta crescita di Dicembre, grazie alla vigorosa spinta di noleggio a lungo termine e autoimmatricolazioni, conferma la propria debolezza il mercato delle autovetture nell’arco dell’intero 2019, anno caratterizzato da accentuata volatilità delle vendite.

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a Dicembre aumenta del 12,5% la domanda di autovetture, con 140.075 unità immatricolate rispetto alle 124.535 dello stesso mese dello scorso anno. Nell’intero anno le immatricolazioni sono state 1.916.320, un flebile incremento dello 0,3% rispetto al 2018, quando furono venduti 1.910.701 veicoli e si registrò un calo del 3,3% rispetto al 2017.

“In un contesto di forte, persistente incertezza economica e politica, interna e internazionale, e con l’introduzione nel 2020 dei nuovi limiti Europei alle emissioni di CO2 e relative, pesanti sanzioni – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – spicca la mancanza di strategia da parte della politica nazionale che supporti organicamente e ordinatamente la filiera automobilistica Italiana”.

http://mobile.unrae.it/notizia_mobile/4838